Per una serie di ragioni personali e lavorative, oggi è il primo giorno del 2026 che metto piede al CERN. Il che non significa che sia il mio primo giorno lavorativo del 2026, anzi, ma altri impegni mi hanno portato a passare la maggior parte delle mie giornate lavorative al LAPP.[1]A proposito: se per caso passate da Annecy la settimana prossima, tengo questa conferenza, in francese, ovviamente. Sta di fatto che solo oggi pomeriggio sono riuscito a fare un salto al segretariato di ATLAS, per vedere se avessero ancora qualche biglietto di auguri di inizio anno. K. era piuttosto stupita che potessi volere ancora dei biglietti in stile “natalizio” il 14 gennaio, ma K. non sa della tradizione di questo blog, ed è comunque stata contenta di darmene tre.
Il biglietto di auguri di ATLAS è probabilmente il più bizzarro di tutta la storia dell’esperimento. Intanto è quadrato, un formato strano che ha costretto K. e L. a scavare per trovare le buste fatte preparare apposta. Poi è quasi completamente nero, e mi domando come e dove uno possa scrivere i suoi auguri. Infine, c’è una sola immagine di ATLAS, anche qui cosa piuttosto inusuale. In compenso, il management dell’esperimento ha deciso di far stampare un mini-libretto dello stesso formato, con un po’ di racconto dei principali risultati ottenuti da ATLAS nel 2025, [2]E una foto della Collaborazione dove ci sono anche io: mi si vede? forse da inviare insieme ai biglietti di auguri?
Ho verificato che il libretto entra nella busta tanto quanto il biglietto, e che dunque farà parte del mio invio di quest’anno. Come già nel passato, valgono le stesse regole: se sei interessat* a ricevere un biglietto di auguri (e un libretto!) di ATLAS autografato dal sottoscritto, lascia i tuoi auguri per il 2026 in un commento qui sotto, mettendo un indirizzo email valido al quale possa raggiungerti. Un solo commento a testa, e tempo fino al 31 gennaio, quando tirerò a sorte le tre persone a cui andranno i tre biglietti, i tre libretti e le tre buste quadrate.
Nell’attesa, ecco i miei auguri per questo 2026, che sembra preannunciarsi instabile, faticoso, e persino spaventoso. Ve li faccio con una delle poesie di Mary Oliver che amo di più, ricordando sempre che la speranza è meglio dell’ottimismo:
If you suddenly and unexpectedly feel joy, don’t hesitate. Give in to it. There are plenty of lives and whole towns destroyed or about to be. We are not wise, and not very often kind. And much can never be redeemed. Still, life has some possibility left. Perhaps this is its way of fighting back, that sometimes something happens better than all the riches or power in the world. It could be anything, but very likely you notice it in the instant when love begins. Anyway, that’s often the case. Anyway, whatever it is, don’t be afraid of its plenty. Joy is not made to be a crumb.
Se all’improvviso, senza preavviso, provi gioia, non esitare. Cedile. Ci sono moltitudini di vite e intere città distrutte, o sul punto di esserlo. Non siamo saggi, e raramente gentili. E molto non potrà mai essere riscattato. Eppure, la vita conserva ancora qualche possibilità. Forse è il suo modo di reagire, che a volte accada qualcosa migliore di ogni ricchezza o di ogni potere del mondo. Potrebbe essere qualunque cosa, ma molto probabilmente te ne accorgeri nell’istante in cui l’amore comincia. In ogni caso, è spesso così. In ogni caso, qualunque cosa sia, non aver paura della sua abbondanza. La gioia non è fatta per essere una briciola.
Note
| ↑1 | A proposito: se per caso passate da Annecy la settimana prossima, tengo questa conferenza, in francese, ovviamente. |
|---|---|
| ↑2 | E una foto della Collaborazione dove ci sono anche io: mi si vede? |










